2017 ITALIANO - Carlo Bonomi psicologo Firenze

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2017 ITALIANO

FERENCZI > Summer Course

Iscrizione attraverso il sito web




Summer Course
8-12 luglio 2017
NUOVO PROGRAMMA
FERENCZI A FIRENZE
SUMMER COURSE
8-12 luglio 2017

Sabato 9 luglio, ore 9.00-13.00
JAY FRANKEL
Il concetto chiave di Ferenczi della Identificazione con l'aggressore

Domenica 9 luglio, ore 9.00-13.00
EMANUEL BERMAN
Una diade generativa: L'interazione tra il personale e il teorico nella relazione Freud - Ferenczi

Lunedì 10 luglio, ore 9.00-13.00
JUDIT MÉSZÁROS
Trauma e R esilienza: Come il nuovo approccio di Ferenczi ha infl u enzato la psicoanalisi?

Martedì 11 luglio, ore 9.00-13.00
ARNOLD RACHMAN
La resurrezione di Elizabeth Severn: Analizzanda e partner di Ferenczi nella analisi reciproca

Mercoledì 12 luglio, ore 9.00-13.00
CLARA MUCCI
La resilienza dopo il trauma estremo, o Come contrastare la fine della civiltà?
Le domande (nome, affiliazione e un breve CV professionale) devono essere inviate a ferencziinfirenze@gmail.com



La quota di iscrizione è di € 500 da versare all’International Sándor Ferenczi Network con PayPal o bonifico bancario dopo che la domanda è stata accettata.

(Nota bene: alloggio, cena sociale, visite guidate, non sono inclusi. Questi servizi sono opzionali e devono essere concordati direttamente con chi li eroga)

Politica di rimborso: Le persone iscritte che , per qualche motivo non possono partecipare, possono chiedere il rimborso di € 400 (su 500) entro il 1 giugno 2017. Dopo quella data non è previsto un rimborso.
Ferenczi a Firenze è un Summer Course organizzato in collaborazione con la Ferenczi House di Budapest, che combina il piacere di una vacanza in Toscana con l'opportunità di studiare i contributi di Sándor Ferenczi alla psicoanalisi.
 
Il corso avrà luogo nella stessa sede in cui è programmato il 13° Congresso Internazionale Sándor Ferenczi (Firenze, 3-6 maggio 2018), un antico Ospedale del 500’ trasformato in hotel e centro congressi (http://www.calza.it).

Il corso, aperto a psicologi o medici, è per circa 20 persone e comprende:
• Cinque seminari
• Due Art tour
• Un Food tour
• Una cena sociale
• Alloggio presso il Convitto La Calza

I partecipanti riceveranno prima del corso una bibliografia consigliata per ogni seminario.

Lingua: Inglese e italiano, con traduzione simultanea.

Il direttore del corso è Carlo Bonomi.  

Struttura dei Seminari

  • 9,00-10,00  Lezione

  • 10,00-11,00  Lezione

Coffee break

  • 11.30-12,00  Panel dei partecipanti
 I partecipanti sono invitati a presentare vignette o problemi clinici, o brevi contributi che attengano al tema del seminario.  

  • 12,00-13,00  Discussione di gruppo
L'eventuale iscrizione a un solo seminario è subordinata al numero di iscritti. Chiedere a ferencziinfirenze@gmail.com
 
Per potersi iscrivere si deve essere membri dell’International Sándor Ferenczi Network o in quanto membri di una delle società affiliate, come l’Associazione culturale Sándor  Ferenczi (www.ferenczi.it), o in quanto membri iscritti a titolo individuale (la quota annuale in tal caso è di € 30; le istruzioni per associarsi si trovano nella pagina web www.sandorferenczi.org/become-a-member/).  

Alloggio (consigliato)
Convitto La Calza (http://www.calza.it), vicino al giardino di Boboli, Palazzo Pitti e Ponte Vecchio. Piazza della Calza 6, 50121 Firenze, Tel. + 39 055/2306140 - Fax + 39 055/223912. Camera singola € 90,00 doppia  € 105,00 (colazione e tasse incluse). Le camere sono opzionate fino al 30 marzo 2017. La prenotazione deve essere fatta direttamente dagli interessati facendo riferimento al corso.
Persona da contattare: Rachele Taddeucci t.rachele@calza.it

Florence Art tour
Ultime Cene e Chiostri fiorentini
Un itinerario che vi porta al centro della vita spirituale della Firenze rinascimentale: l’eccezionale tradizione delle Ultime Cene; le storie sacre rappresentate sulle pareti dei chiostri, spazi di bellezza e meditazione; i capolavori dei più importanti artisti italiani dei secoli XV° e XVI° - Beato Angelico, Paolo Uccello, Andrea Del Sarto, Ghirlandaio...

Bargello National Museum
Il più antico palazzo pubblico di Firenze, una fortezza con il suo magnifico cortile, la Loggia, il Salone del Consiglio; oggi sede della più importante collezione di sculture rinascimentali in Italia: Michelangelo, Donatello, Cellini, Verrocchio, Luca Della Robbia, Giambologna, e molti altri maestri. Durata: circa 2 ore e mezzo. Le visite sono guidate da una guida turistica professionista. Il costo dipende dal numero di iscritti.
Le date saranno concordate con i partecipanti.

Persona da contattare: Francesco Gigliotti francesco.gigliotti@gmail.com

Florence Food tour
Il Florence Food tour propone agli ospiti un’introduzione generale alla storia, all’origine e ai metodi di produzione di prodotti e specialità toscane ed italiane ed al loro ruolo nel contesto della cucina fiorentina. Il tour si muove attraverso le storiche e tradizionali botteghe fiorentine che sono ancora presenti nel centro di Firenze e prevede anche una visita ed una degustazione all’interno di uno degli storici mercati alimentari fiorentini.  La degustazione prevede l’assaggio di piccola pasticceria, formaggi e salumi artigianali, prodotti da forno artigianali, olio extravergine di oliva toscano, aceto balsamico tradizionale, tartufo, una varietà di vini toscani, gelato artigianale. Tutte le degustazioni si svolgeranno all’interno di piccole botteghe con prodotti artigianali di prima qualità. La durata prevista del tour è di circa 3-4 ore. Il tour può essere adattato alle preferenze ed esigenze specifiche dei partecipanti. Prezzo: € 85 (degustazioni e vini inclusi).
Le date saranno concordate con i partecipanti.

Il tour è condotto da Karin Pantzer, MA in Storia e cultura dell’alimentazione presso l’Università di Bologna.
Contatti: Karin Pantzer karinpantzer@gmail.com

Cena sociale
Domenica 9 luglio, 2017.

SEMINARI

JAY FRANKEL
Il concetto chiave di Ferenczi di Identificazione con l'Aggressore
Il concetto di identificazione con l’aggressore (ICA), al cuore della teoria del trauma di Ferenczi, inizia con la sua rivoluzionaria riformulazione della situazione traumatica. Ferenczi incluse fra gli eventi traumatici anche assalti sottili, sottolineando come il fattore di maggior danno fosse l’“ipocrisia”—quando gli adulti negano l’abuso o danno la colpa al bambino. Essa lascia infatti il bambino insopportabilmente isolato.

La risposta ICA al trauma comprende una sottile sottomissione/condiscendenza alle richieste dell’aggressore, che non riguarda solo il comportamento esteriore ma che è anche interiore (influenzando il pensare, percepire e sentire) e morale (dando luogo ad una pronta tendenza a rimproverarsi e alla perdita di un senso di bontà e integrità). La compiacenza è sia una tattica di sopravvivenza che un modo per la bambina di continuare a sentirsi parte della famiglia. Gli accomodamenti interni dell’ICA aiutano a far sì che la bambina reciti al meglio. Di fatto, l’ICA è strettamente intrecciata con la dissociazione e l’introiezione.

L’ICA spesso risulta in una persistente tendenza alla compiacenza e al rimproverarsi. Le distorsioni interne minano le capacità del bambino di avere un pensiero indipendente e di separarsi psicologicamente. Questo porta la persona a perdere un sentimento di bontà e integrità, un senso di autenticità interiore e di agenzia. In alcune persone queste perdite vengono compensate con una risposta esageratamente narcisistica che, paradossalmente, può facilitare la sottomissione.

Conformamente ad una concezione allargata della situazione traumatica, in determinate situazioni, L’ICA sembra essere una tendenza diffusa e non limitata alle persone che sono state vittime di abusi gravi. Questa osservazione apre nuove prospettive su molti pazienti che non hanno subito traumi particolarmente gravi. Fa anche dell’ICA un valido strumento per capire fenomeni su larga scala che comprendono sottomissione e accondiscendenza. Come è stato notato per primo da Ferenczi, l’ICA ha spesso un ruolo centrale nello strutturare la relazione analitica sia per il paziente che per il terapista ed è anche cruciale per comprendere ed elaborare gli impasse clinici. Infine, l’ICA fornisce la base per una nuova concezione della relazione analitica basata sulla reciprocità.  

Jay Frankel, Ph.D., è un Associate Editor di Psychoanalytic Dialogues; Adjunct Clinical Associate Professor, and Clinical Consultant, nel Postdoctoral Program in Psychotherapy and Psychoanalysis della New York University; e docente del’Institute for Psychoanalytic Training and Research e  del Trauma Treatment Training Program al Manhattan Institute for Psychoanalysis, entrambi a New York. È co-curatore di un libro su Ferenczi di prossima pubblicazione da Karnac book, co-autore di Relational Child Psychotherapy (2002, Other Press) e autore di decine di articoli in riviste e capitol in libri sul trauma, l’identificazione, la relazione terapeutica, e gioco, psicoanalisi e politica.


EMANUEL BERMAN
Una diade generativa: L'interazione tra il personale e il teorico nella relazione Freud-Ferenczi
Questo seminario esplorerà la relazione Freud-Ferenczi dal 1908, quando i due si sono incontrati, al 1933, anno della morte di Ferenczi. Il tema trattato sarà l’influenza reciproca e fertile dell’uno sull’altro, la stretta interazione tra il livello personale della relazione (Freud come amico, collega, insegnante e analista di Ferenczi) e il livello teorico, interazione che per entrambi ha aiutato lo sviluppo dei rispettivi modelli. Il seminario sarà basato sulla lettura e discussione di una selezione di articoli di Ferenczi, di lettere tra  Freud e Ferenczi, e di brani del Diario Clinico. Lo scopo è di incoraggiare la discussione dei testi nel gruppo. Il workshop avanzerà cronologicamente attraverso i seguenti periodi:
1908-1918, compreso l’affare Elma e l’analisi di Ferenczi
1919-1925, compresa l’esplorazione del controtransfert e la tecnica attiva
1926-1931, compresa la fase della elasticità e del rilassamento
1932-1933, compreso il Diario Clinico e l’articolo Confusione delle Lingue

Emanuel Berman, Ph.D., è analista con funzioni di training e supervision alla Israel Psychoanalytic Society; Chief International Editor di Psychoanalytic Dialogues e Professor Emeritus di Psicologia all’Università di Haifa. Egli ha curato le traduzioni in ebraico di Freud, Ferenczi, Balint, Winnicott, Ogden, Britton e altri.

JUDIT MÉSZÁROS

Trauma e Resilienza: Come il nuove approccio di Ferenczi ha influenzato la psicoanalisi?
Ferenczi ha introdotto nuove prospettive sul trauma. Perché chiamiamo ciò un cambiamento di paradigma e quali sono i suoi elementi principali? Ferenczi situava il trauma tra le sequenze dei processi interpersonali e intrapsichici e ha aperto una nuova prospettiva nell’ambito delle relazioni oggettuali. Ha anche descritto i differenti meccanismi di difesa dell’io, che variano tra la vittima e l’aggressore, e ha introdotto una nuova scoperta: l’identificazione con l’aggressore. Quest’ultimo meccanismo è entrato nella coscienza pubblica sotto il nome di “Sindrome di Stoccolma”. Ferenczi affermava che il trauma è un evento reale, non riducibile ad una fantasia che è stata causa del trauma. Qual’è il significato del “principio di piacere” (Ferenczi, [1932] 1980) nel trauma? Come è possibile questo fenomeno che, come un Giano bifronte, è a doppia faccia?  Soffrire da un lato e  esperire piacere dall’altro? Qual’è la conseguenza di questo processo antagonista? Si discuterà anche di come la psicoanalisi sia passata dalla ‘progressione traumatica’ o ‘maturazione precoce’, come descritta da Ferenczi con il suo background nel fenomeno del ‘wise baby’ alla ricerca sulla resilienza. Quali contributi hanno dato alla comprensione della resilienza la psicologia dell’io, la teorie delle relazioni oggettuali, la psicologia del Sé e le esperienze dei gruppi? I dati sulla resilienza sono basati su studi longitudinali di pazienti ospedalizzati precocemente o traumatizzati, bambini resilienti, bambini sopravvissuti a genocidi, guerre e violenze pubbliche, popolazioni di bambini e di adulti rifugiati  
Saranno discussi I differenti modi di studiare e comprendere la resilienza, dalle componenti fattoriali alle visioni delle strutture e dei processi, incluse le nuove teorizzazioni della resilienza e dell’esaurimento come fenomeni ai due estremi di un continuum di dimensioni strutturali psicobiologiche e di relazioni oggettuali. Il nuovo approccio alla teoria del trauma di Ferenczi è il suo contributo principe. Esso ha condotto a nuove idee che sono più tardi riaffiorate nel sistema complesso della moderna teoria e terapia del trauma.

Judit Mészáros, Ph.D. è una analista con funzioni di training e supervisione della Società Psicoanalitica Ungherese, e membro del Comitato del Training. È Professore Onorario alla Università Eötvös Loránd, e un membro del Board dell’European Psychotherapy Training Institute, Budapest. Ha scritto numerosi articoli teorici e clinici ed è curatrice ed autrice di vari libri, fra cui la recentemente pubblicazione  Ferenczi and Beyond. Exile of the Budapest School and Solidarity in the Psychoanalytic Movement during the Nazi Years. Karnac, 2014.  È presidente della International Sándor Ferenczi Foundation e della Ferenczi Society.


ARNOLD RACHMAN
La resurrezione di Elizabeth Severn: Analizzanda e partner di Ferenczi nella analisi reciproca
Elizabeth Severn era chiamata un “genio maligno” da Freud. Egli era convinto che la Severn stesse portando Ferenczi al di fuori dalla psicoanalisi tradizionale. La Severn venne di conseguenza condannata dalla comunità psicoanalitica ortodossa, e cancellata come figura significativa della psicoanalisi. L’acquisizione degli Elizabeth Severn Papers dall’eredità della figlia, Margaret Severn, e la scoperta dell’intervista, precedentemente sconosciuta, della Severn con Kurt Eissler, hanno fornito materiale nuovo e importante per rivalutare il funzionamento della Severn nel periodo in cui era in analisi con Ferenczi (1928-1933) e dopo la fine della sua analisi (1933-1959). In un nuovo libro intitolato Elizabeth Severn: The Evil Genius of Psychoanalysis pubblicato da Routledge, Severn emerge non solo come partner di Ferenczi nell’analisi reciproca e nello studio e trattamento del trauma, ma anche come un’importante figura nella storia della psicoanalisi.

Arnold Wm. Rachman, PhD., FAGPA, fa parte del Board of Directors del Sandor Ferenczi Center della New School for Social Research, New York City; è membro onorario della Sandor Ferenczi Society (Budapest) e donatore della collezione Elizabeth Severn Papers alla Library of Congress di Washington, D.C. È autore di Sandor Ferenczi: The Psychotherapist of Tenderness and Passion (1997); Psychotherapy of Difficult Cases (2003); Analysis of the Incest Trauma, con Susan A. Klett (2015); e The Budapest School of Psychoanalysis (2016).

CLARA MUCCI
La resilienza dopo il trauma estremo, o Come contrastare la fine della civiltà?
In questo seminario ci concentreremo su alcuni snodi della teoria e della clinica del trauma in Ferenczi che cercheremo di sviluppare, anche in considerazione della crescente traumatizzazione della nostra epoca, e della necessità di acquisire una capacità di resilienza sempre maggiore.
Partiremo dalla differenza tra trauma relazionale reale (come analizzato da Ferenczi soprattutto nel Diario Clinico) e trauma fantasmatico (come teorizzato da Freud). Infatti dobbiamo a Ferenczi, come evidente nei disaccordi con Freud, una comprensione del trauma come evento interpersonale o come una serie di eventi relazionali negativi che hanno un effetto devastante/distruttivo sulla psiche del soggetto, in contrasto con un modello di traumatizzazione che affonda le radici soprattutto in una visione fantasmatica e intrapsichica del trauma, a seguito della revisione della cosiddetta “teoria della seduzione” di Freud o la rinuncia ai suoi “neurotica” nel 1897). In opposizione a loro volta a una visione a-storica della traumatizzazione, alcuni studiosi e clinici hanno sentito il bisogno, specie a seguito di una riconsiderazione degli eventi storici del secolo precedente come la Shoah e le due Guerre Mondiali, di rivalutare in modo diverso la storia stessa traumatica dei soggetti e di concentrarsi nella clinica sulla ricostruzione traumatica come fondamentale per una “riparazione” individuale e collettiva (si vedano Grubrich-Simitis, Bohleber, Herman, Mucci).
Analizzeremo le dinamiche e le conseguenze della traumatizzazione interpersonale grave sia a livello di relazione genitore e bambino, (come nei casi di precoce maltrattamento, deprivazione grave o l’abuso vero e proprio)  che a livello sociale massivo (come nel caso di guerra, genocidio, sterminio. Il modello di Ferenczi, che peraltro non poteva contemplare indicazioni per le traumatizzazioni sociali gravi come guerra, stermino e genocidio per ovvi motivi storici, essendo morto nel 1933, ci fornirà tuttavia spunti di riflessione sulle dinamiche vittima-persecutore e sulle conseguenze principali del trauma da Ferenczi delineati come "frammentazione" della psiche (ciò che oggi chiamiamo dissociazione), e sul processo di “identificazione con l’aggressore”, che consiste nell’introiettare non solo l’aggressività del persecutore ma anche il suo senso di colpa scisso. Tale identificazione interna con una parte di sé-vittima e una-aggressore (del proprio corpo, della propria vita o dell’altro) diventa il fondamentale motivo della ripetizione traumatica della rivittimizzazione e della trasmissione traumatica intergenerazionale.
Questa identificazione con un persecutore interno (una sorta di Sé alieno) poi esternalizzato (sul proprio corpo o sull’altro)  a livello individuale o di gruppo un’altra causa di ritraumatizzazione e di distruttività, con identificazioni perverse e perfino paranoidi  e antisociali (si vedano i diversi modelli di applicazione di questi concetti in Frankel, Volkan, Kernberg, Mucci).
Come conseguenza di queste considerazioni e seguendo il modello di Ferenczi per la clinica verrà ribadita l’esigenza eminentemente etica di una pratica psicoterapeutica che diventi una forma di testimonianza basata sull’atteggiamento di empatia o ciò che Ferenczi ha chiamato, contro la neutralità freudiana, la presenza di un terapeuta come “testimone” “benevolo e soccorrevole”.  Infatti, poiché le identificazioni interne con le dinamiche vittima-persecutore di chi ha subito una traumatizzazione per mano umana di possono portare a ripetizione della violenza stessa e autodistruttività, è solo nel lavoro interpersonale e intrapsichico  con un terapeuta “benvolo e soccorrevole”, vero testimone del dolore dell’altro, che le parti “frammentate” possono trovare voce e che la vittima può recuperare una forma di empowerment, può riacquistare il senso della propria vita e uscire dal ciclo di ripetizione e distruttività traumatico. Nella terapia pertanto, come Ferenczi affermava, “l’abreazione non è sufficiente” ma è necessario un lavoro di ri-appropriazione e reinscrizione, anche a livello di memoria implicita, di nuove modalità relazionali e di autostima e nuove forme di creatività e di partecipazione collettiva.
Ferecnzi nel Diario Clinico osava perfino parlare di “amore” e lo conclude con il “perdono”, fondamentale per l’al di là del trauma. Contro la crescente disumanizzazione delle nostre società, contro aggressività, violenza e crescente indifferenza e narcisismo, vorremmo porre una riflessione verso ciò che più ci rende umani (e di cui Ferenczi ante litteram sapeva parlare): empatia, resilienza come fondata sui legami umani fondamentali, responsabilità per l’altro e per se stessi, capacità di elaborare il lutto  per quello che in una vita non ci sarà e quindi la perdita, insieme all’importanza da dare alle forme simboliche e alle pratiche (come arte, comunicazione, cultura, creazione simbolica) che fanno degli esseri umani gli unici animali complessamente simbolici.
Clara Mucci è Professore Ordinario di  Psicologia Clinica presso l’Università of Chieti dove è stata per anni Professore Ordinario di Letteratura inglese e teatro  shakespeareano. Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico (SIPP, Milano), dove è anche docente, ha conseguito un PhD presso la Emory University (Atlanta) e  ha effettuato un tirocinio presso l’Istituto per i Disturbi di Personalità di New York diretto da Otto Kernberg. E’ autrice di varie monografie su Shakespeare, la teoria della letteratura e la scrittura femminile (Liminal Personae, 1995; Tempeste, 1998; Il teatro delle streghe, 2001; A memoria di donna, 2004; I corpi di Elisabetta. Sessualità potere e poetica della Cultura al tempo di Shakespeare, 2009)  e sul trauma e la Shoah (Il dolore estremo, 2008; Beyond Individual and collective Trauma. Psychoanalytic Treatment, Intergenerational Transmission and the Dynamics of Forgiveness, 2013; Trauma e perdono, 2014). Recentemente ha curato con G. Craparo il volume Unrepressed Unconscious, Implicit Memory and Clinical Work (Karnac Books, Londra, 2016).

CARLO BONOMI
Direttore del programma
Carlo Bonomi, PhD (in Filosofia e in Psicologia), è psicoanalista in prassi privata a Firenze. È stato particolarmente attivo nel movimento psicoanalitico contemporaneo e, insieme a Judit Mészáros, è stato cofondatore del "Ferenczi House project" nel 2006. Il progetto ha portato alla acquisizione dello studio, nella casa di Ferenczi a Budapest, in cui è stato scritto il Diario Clinico. Con Franco Borgogno ha fondato l’Associazione culturale Sándor Ferenczi nel 2007 e ha partecipato alla creazione dell’International Sándor Ferenczi Network (ISFN) nel 2015. È Presidente del Network e del prossimo Congresso Internazionale Sándor Ferenczi, che si terrà a Firenze  il 3-6 maggio 2018. Ha pubblicato vari articoli di psicoanalisi, ha curato due numeri speciali su Ferenczi nell’International Forum of Psychoanalysis, di cui è Associate editor, ha curato Behind the Scenes: Freud in Correspondence (Scandinavian University Press, 1997) (con P. Mahony e J. Stensson), La Catastrofe e i suoi Simboli. Il contributo di Sándor Ferenczi alla teoria psicoanalitica del trauma (UTET, 2001) (con F. Bogogno), Sándor Ferenczi e la psicoanalisi contemporanea (Borla, 2006), Osservazioni dalla casa dei folli (Nicomp, 2006) (con P. Lombardi); è autore di: Sulla soglia della psicoanalisi: Freud e la follia infantile (Bollati Boringhieri, 2007), The Cut and the Building of Psychoanalysis. Volume 1. Sigmund Freud and Emma Eckstein (Relational Perspectives Book Series, Routledge, 2015) e del Volume 2. Sigmund Freud and Sándor Ferenczi, in via di pubblicazione.


La FERENCZI HOUSE

Grazie a uno sforzo internazionale e le donazioni di centinaia di psicoanalisti in tutto il mondo, la Ferenczi Society e l'International Ferenczi Foundation hanno acquistato nel 2011 l'appartamento che serviva da studio nella villa di Ferenczi. Sándor Ferenczi comprò questa villa nel 1930. In essa ha scritto il suo lavoro più citato, la "Confusione delle lingue tra gli adulti e il bambino". Tra i muri di questa casa Ferenczi ha scritto le ultime lettere delle sue corrispondenze con Freud, Groddek e Jones. Ancora, in questa villa ha trattato le sue pazienti americane più famose, fra cui Elizabeth Severn, Isette de Forest e Clara Thompson, che più tardi è stata tra i fondatori del William Alanson White Institute a New York. Gli studi di Ferenczi lo hanno aiutato a capire meglio l'interazione tra i processi intrapsichici e interpersonali nel corso dell'analisi, ispirando nuove scoperte. La Ferenczi House reppresenta un “luogo della memoria” che forma l'identità e in cui la memoria è catturata dalla storia. La Casa lega l'eredità di Ferenczi ai saperi della psicoanalisi contemporanea attraverso lezioni, seminari e altre attività. Gli Archivi della Ferenczi House, in via di sviluppo, offrono materiali ai ricercatori. Nel 2015 la Ferenczi House è diventata parte di un più ampio network internazionale. L'International Sándor Ferenczi Network ha il compito di organizzare un Congresso Internazionale Ferenczi ogni tre anni.

 
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